Certificazioni News


✅  Certificazioni di Qualità ISO ✅  Attestazioni SOA. ✅  Modello organizzativo 231 (D. lgs. 231/01 per la responsabilità amministrativa d’impresa) ✅  Sicurezza del Lavoro (d.Lgs.81/08). ✅  Autorizzazioni ambientali e trasporto rifiuti e Bonifiche. ✅ Verifiche di Impianti elettrici e messa a terra ✅ Bandi ISI INAIL a fondo perduto ✅ Fondi interprofessionali per corsi e formazione continua (Legge 388/2000)



28/03/2018
Detrazione IVA senza dichiarazione legittima

La Corte di Cassazione chiarisce quando è legittima la detrazione IVA anche in caso di omessa o ritardata presentazione della dichiarazione annuale.

Con l’Ordinanza n. 6488/2018, la Corte di Cassazione ha affermato che il contribuente in possesso dei requisiti sostanziali previsti dalla normativa per avere accesso alla detrazione IVA ha diritto al credito di imposta relativo a tale agevolazione, anche se ritarda od omette di presentare la dichiarazione annuale IVA

Sentenza Cassazione
Tra le motivazioni avanzate dai giudici della Corte di Cassazione anche una pronuncia delle Sezioni Unite (Sentenza n. 17757/2016) riguardante un’analoga assenza di dichiarazione annuale con presenza di eccedenza di imposta, risultante da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti.  In queste situazioni deve essere riconosciuta la detrazione fiscale, a condizione che siano stati rispettati tutti i requisiti sostanziali per l’agevolazione.

Nel caso in esame, la cartella di pagamento impugnata dal contribuente era stata emessa per omesso versamento IVA in conseguenza del mancato riconoscimento del credito IVA vantato dalla contribuente, motivato dal fatto che la dichiarazione annuale IVA era stata presentata tardivamente.

I giudici chiariscono inoltre che l’onere di dimostrare il possesso dei requisiti sostanziali per la detrazione spetta al contribuente.


23/03/2018
Il 25 Maggio 2018 entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo sul trattamento dei dati (Privacy)

Questo il Link alla guida dal Portale del Garante per Privacy:
http://www.garanteprivacy.it/guida-all-applicazione-del-regolamento-europeo-in-materia-di-protezione-dei-dati-personali

Non esiste ancora una normativa applicabile e quindi nessuna certificazione.
Quindi, attenzione ai venditori di fumo in materia di certificazioni sul trattamento dei dati in conformità al nuovo regolamento europeo che entrerà in vigore nel 2018



15/03/2018
QUALI CATEGORIE SOA SI APPLICANO ALLE TRAVI PREM?

Le Travi PREM di categoria strutturale "a", sia con fondello in acciaio che senza fondello, sono delle strutture in acciaio che, dopo il getto, diventano Miste Acciaio-Calcestruzzo per cui ricadono sotto la Categoria OS18-A (Componenti strutturali in acciaio). Nel caso delle Travi PREM con fondello prefabbricato in cls, invece, si applica la OS13 (Strutture prefabbricate in cemento armato).
Le Travi PREM di categoria strutturale "b" con fondello in cls sono dei componenti prefabbricati strutturali in c.a. che, dopo il getto, diventano travi di calcestruzzo armato per cui ricadono sotto la Categoria OS13 (Strutture prefabbricate in cemento armato) mentre le Travi PREM di categoria strutturale "b" senza fondello sono delle gabbie (ancorchè prefabbricate ed autoportanti) da c.a. che, dopo il getto, diventano travi di calcestruzzo armato per cui, a rigore, ricadono solamente sotto la Categoria OG1 (Edifici civili e industriali) come tutte le gabbie preformate da c.a..



07/03/2018
LA DATA BREACH SECONDO IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO DELLA PRIVACY
 
Manca poco al ‪25 maggio 2018‬, data in cui tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea dovranno obbligatoriamente adeguarsi al General Data Protection Regulator “GDPR”.
 
Tra le tante novità apportate dal nuovo regolamento sulla protezione dei dati personali una delle più significative consiste proprio nell’obbligo, per le aziende e per le amministrazioni pubbliche, di comunicare al Garante Privacy entro ristrettissimi limiti di tempo qualsivoglia violazione dei dati personali “data breach”.
 
Detto ciò occorre indagare sul significato che il nuovo Regolamento attribuisce al concetto di “data breach”.
 
Sul punto l’art. 4, comma 12, del GDPR definisce la violazione dei dati personali come qualsivoglia violazione di sicurezza che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o, comunque, trattati.
 
Il nuovo Regolamento estende al Titolare del Trattamento l’obbligo di comunicare al Garante Privacy eventuali violazioni dei dati personali a seguito di attacchi informatici, accessi abusivi, incidenti o calamità naturali, come ad esempio incendi o alluvioni.
 
Giova, peraltro, precisare che prima della riforma, tale obbligo era limitato ai soli “fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico”.
 
La ratio di tale prescrizione è chiaramente quello di consentire al Garante Privacy di attivarsi il prima possibile, valutare tempestivamente la gravità della situazione e stabilire, eventuali, misure correttive che il Titolare del Trattamento dovrà adottare al fine di ridurre al minimo i pericoli per la Privacy dei soggetti interessati a cui i dati personali si riferiscono.
 
In caso di data breach ovvero di perdita, distruzione, modifica o diffusione indebita di dati personali si viene a creare una situazione di grave pregiudizio che, se non adeguatamente e tempestivamente affrontata, può provocare un danno fisico, materiale o immateriale, sociale o addirittura economico alla persona fisica interessata. Senza dimenticare l’enorme danno all’immagine dell’Azienda o dell’Amministrazione che ha subito la violazione.
 
Quanto alle tempistiche, l’Art. 33 impone al Titolare del Trattamento di notificare la violazione all’autorità di controllo entro 72 ore dal momento in cui ne viene a conoscenza. Il tempo di riferimento da cui iniziano a decorrere i termini della notifica è individuato, quindi, dal momento in cui il Titolare acquisisce consapevolezza dell’avvenuta violazione.
 
La suddetta violazione deve essere effettuata dal Titolare del Trattamento in modo chiaro e specifico e deve in particolare modo contenere la descrizione della natura della violazione, delle circostanze e dei provvedimenti adottati o che si intendono adottare per porvi rimedio e attenuare i possibili effetti negativi. Nella suddetta comunicazione deve inoltre essere indicato il Responsabile della Protezione dei dati con i relativi dati di contatto.
 
Nell’ipotesi in cui non vengano rispettati gli obblighi previsti dal Regolamento in materia di “data breach”, sono previste sanzioni pecuniarie fino a 10.000.000 euro o per le imprese fino al 2% del fatturato mondiale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.



26/02/2018
Il Modello 231/01 e i suoi vantaggi per le Aziende. Con questo modello si può accedere al Rating di Legalità.
Vediamo di cosa si tratta.
 
E’ un reale fattore di vantaggio competitivo per gli operatori economici.
 
Volto alla promozione e all’introduzione della legalità in ambito aziendale, il Rating di Legalità è lo strumento di valutazione che certifica il rispetto della legalità da parte dell’azienda.
E’ rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con un sistema di punteggio da 1 a 3 identificato in stellette, relativo al grado di rispetto dei parametri di best practice da parte delle imprese.
 
Quali sono i vantaggi del Rating di Legalità?
• Le Pubbliche Amministrazioni accordano alle imprese in possesso di Rating:
1. preferenza in graduatoria nell’aggiudicazione di bandi;
2. attribuzione di punteggi maggiori rispetto alle organizzazioni sprovviste di Rating;
3. riserva di una parte delle risorse finanziarie allocate.
• Gli Istituti di Credito accordano alle imprese in possesso di Rating:
1. riduzione delle tempistiche per le richieste di finanziamento;
2. riduzione dei costi di istruttoria;
3. condizioni economiche più favorevoli per l’erogazione del credito.
 
Requisiti dell’impresa
L’impresa per fare richiesta di rating di legalità deve:
1. Avere sede operativa in Italia
2. Avere un fatturato minimo di 2 milioni di euro (riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza)
3. Essere iscritta al registro delle imprese da 2 anni
 L’impresa non deve essere:
1. Destinataria di sentenze di condanna, né di misure cautelari per gli illeciti amministrativi dipendenti dai reati di cui al D.lgs. n. 231/01
2. Condannata per gli illeciti antitrust gravi, o per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori
3. L’impresa dovrà inoltre dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili
 
Requisiti per due stellette
• Aver adottato un Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.lgs. n. 231/01
• Rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria
• Aver aderito a Codici Etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria
 
Requisiti per tre stellette
• Aver adottato un Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.lgs. n. 231/01
• Utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge
• Adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility
• Essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa
 
La validità  del rating è di due anni, dopo deve essere rinnovato a richiesta dell’impresa interessata.

Vantaggi
Perchè conviene ottenere il Rating di legalità?
Il Rating di legalità permette alle aziende di ottenere numerosi vantaggi competitivi:
• più opportunità di business,
• maggiore trasparenza e visibilità sul mercato
• migliore immagine sul territorio di appartenenza (anche grazie all’apposita sezione sul sito dell’AGCM con i nomi delle imprese titolari del Rating).
Oltre ai vantaggi competitivi, esistono anche benefici di natura economica, visto che il Rating è riconosciuto a norma di legge:
1. dalle amministrazioni pubbliche, che tengono conto delle imprese “stellate” nell’emanazione di bandi o nella concessione di finanziamenti. come?
• concedendo preferenza in graduatoria;
• attribuendo un punteggio aggiuntivo;
• riservando una quota delle risorse finanziarie allocate.
2. dagli istituti di credito tengono conto del rating:
• riducendo la tempistica e gli oneri relativi per le richieste di finanziamento (fino al 50%);
• variando la determinazione delle condizioni economiche di erogazione, se ne riscontra rilevanza rispetto all’andamento del rapporto creditizio.
3. dal nuovo codice degli appalti, che inserisce il rating di legalità come criterio premiale nella valutazione dell’offerta di gara:
• all’art. 93: nei contratti di servizi e forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo è ridotto del 30% per gli operatori economici in possesso del rating di legalità.
• all’art. 95: le amministrazioni aggiudicatrici indicano nel bando di gara i criteri premiali che intendono applicare alla valutazione dell’offerta, in relazione al maggior rating di legalità dell’offerente.



17/02/2018
Modello Organizzativo 231

* Vuoi ottenere una maggiore tutela contro i comportamenti illeciti?
* Vuoi attenuare o eliminare il rischio di sanzioni pecuniarie?
* Vuoi ridurre il rischio amministrativo e la perdita di competitività sul mercato?
Supportiamo le aziende che desiderano adottare il Modello Organizzativo Ex D.Lgs 231/2001 (Modello Organizzativo), offrendo un servizio completo di consulenza.

 Il Modello Organizzativo Ex D.Lgs 231/2001 (di seguito anche Modello Organizzativo) è stato sviluppato dal legislatore allo scopo di
favorire l’impresa nell’anticipare i reati previsti dell’entrata in vigore del D.Lgs 8 giugno 2001, n. 231 recante disposizioni in materia di responsabilità amministrativa a carico delle società.

Sulla base del decreto, non solo i singoli individui ma anche le società possono rispondere in sede amministrativa di fatti illeciti materialmente compiuti da una persona fisica che risulti in qualche modo legata alla società stessa.

Per ovviare a questo rischio importante, le aziende possono cautelarsi adottando e facendo rispettare Modelli di organizzazione e gestione interna.

COME FUNZIONA IL MODELLO 231
L’adozione di un Modello Organizzativo 231 consente di difendersi da numerose tipologie di reato, rispetto alle quali conviene che una Società adotti efficaci procedure e processi di gestione del rischio:
o reati contro le pubbliche amministrazioni (es. truffa, concussione, corruzione,…); o reati contro la fede pubblica (es. falsità in moneta, in carte di pubblico credito, in valori di bollo,…); o reati societari (es. falso in bilancio, aggiotaggio,…); o abusi di mercato (es. abuso di informazioni privilegiate,…); o reati transnazionali (es. riciclaggio,…); o delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico; o delitti contro la personalità individuale; o delitti tentati.
La più recente evoluzione della normativa ha incluso, inoltre, altre tipologie di reati che si estendono al campo della salute e sicurezza e dell’ambiente.

Una Società che intenda dotarsi del Modello Organizzativo 231, mette in atto un sistema di gestione e minimizzazione del rischio che le consente di:
• ottenere una maggiore tutela verso comportamenti illeciti dei propri dipendenti;
• attenuare o eliminare il rischio di sanzioni pecuniarie, alcune delle quali di non indifferente portata;
• ridurre il rischio amministrativo e la perdita di competitività sul mercato.
Relativamente alle potenziali aree di rischio, con la nostra consulenza sarà possibile sviluppare una serie di iniziative di assistenza per:
1. l’adeguamento di:
• procedure e standards interni tesi a prevenire ragionevolmente la commissione dei reati previsti dalla norma;
• un sistema di deleghe di funzioni, volto all’identificazione dei centri di responsabilità ed alla descrizione dei compiti assegnati all’interno dell’Organizzazione.
2. la redazione delle linee guida del codice di condotta/etico.
3. l’attivazione dell’organismo interno, dedicato a vigilare sul funzionamento, aggiornamento ed osservanza del modello organizzativo e di gestione e dei suoi elementi costitutivi.
Tale attività sarà estesa a tutte le aree che, concordemente con l’Organizzazione, si considereranno potenzialmente esposte ai reati di cui al D.Lgs. n. 231/2001.



09/02/2018
Attraverso l’INAIL si ha la possibilità di accedere a investimenti con contributo a fondo perduto del 65% su attrezzature, macchinari e rimozione di amianto.
La scadenza per inoltrare la domanda di partecipazione e il 31 Maggio 2018.

Vediamo cosa è il Bando ISI INAIL

L’Avviso pubblico Isi 2017 ha l’obiettivo:
* di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori;
* di incentivare le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali, ciò al fine di soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell'azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando, al contempo, un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.
 
Fondi a disposizione
Con l’Avviso pubblico Isi 2017 Inail mette a disposizione Euro 249.406.358,00 suddivisi in 5 Assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e secondo le modalità di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.
I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento delle risorse finanziarie, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.
Il contributo viene erogato in conto capitale e varia in base all’Asse di finanziamento. Nell’Avviso pubblico Isi 2017 sono specificati i parametri e gli importi minimi e massimi finanziabili.
 
Soggetti destinatari
Destinatarie del finanziamento sono le imprese, anche individuali, ubicate in ciascun territorio regionale e iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Per i progetti finalizzati alla riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (Asse 2) posso partecipare anche gli Enti del terzo settore in possesso dei requisiti di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.
 
Accesso alla procedura online
Prima fase: accesso alla procedura da effettuarsi con i tempi e le modalità di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.
Seconda fase: invio della domanda online da effettuarsi con i tempi e le modalità di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.
Terza fase: conferma della domanda online tramite l’invio della documentazione a completamento da effettuarsi nei tempi e con le modalità di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.



02/02/2018
I Fondi interprofessionali nascono in attuazione della Legge 388/2000, che consente alle imprese di destinare la quota dello 0,30% dei contributi obbligatori INPS alla formazione dei propri dipendenti.

Con tale contribuzione, il Fondo di destinazione provvederà a finanziare le attività formative per i lavoratori delle imprese aderenti.

Questi i vantaggi dell’adesione ad un Fondo Interprofessionale:
* Il Fondo finanzia le attività formative dei lavoratori delle imprese aderenti, senza ulteriori costi per le Aziende.
* Il datore potrà adempiere ai propri obblighi sulla formazione continua dei dipendenti senza gravare sul proprio budget.
* Il Consulente sarà coinvolto direttamente nella gestione delle attività.



26/01/2018
Il nuovo Codice Appalti i dati relativi agli ultimi anni fino 2017 da cui si può evincere l’importanza di essere certificati con la ISO 9001 per la qualità e la ISO 14001 per l’ambiente e delle Attestazioni SOA

Ulteriori informazioni al seguente Link:
https://www.accredia.it/2017/12/21/osservatorio-in-pillole-il-nuovo-codice-appalti-una-misura-strategica-per-la-crescita/



18/01/2018
Nuovo bando ISI INAIL più di 249 milioni di Euro per la prevenzione nelle Aziende. Si allarga la platea dei destinatari degli incentivi. La prima fase si concluderà alle ore 18:00 del 31 Maggio 2018.

Ulteriori informazioni al seguente Link:
https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-bando-isi-2017.html



12/01/2018
Che cosa è la UNI EN 15628 e a chi può necessitare.

La manutenzione, essendo parte di complessi processi produttivi, necessità di una qualificazione sia del sistema manutentivo quanto del personale che vi opera.
Ne consegue quindi che debbano essere predisposte procedure, metodi, modalità d’esecuzione, valutazione dei requisiti e documentazione del personale addetto alla manutenzione.

In merito, si fa riferimento alla norma la UNI EN 15628: "Qualifica del personale di manutenzione".
Certificare le queste competenze significa poter dimostrare una professionalità sempre più strategica per gli asset aziendali, e il raggiungimento da parte del candidato dei requisiti di competenza richiesti viene formalizzato mediante l’iscrizione in uno specifico registro relativo alla competenza accertata.

Il riconoscimento della professionalità è attuato tramite un processo rigoroso di valutazione delle competenze individuali. Questo giova al Professionista, alle aziende industriali ma anche alle aziende fornitrici di servizi di manutenzione, che hanno l’opportunità di accrescere il livello di professionalità delle proprie risorse umane e documentare alle aziende committenti le competenze e la qualità dei propri professionisti.



04/01/2018
Pubblicata la UNI CEI EN ISO 17034 (per i produttori di materiali di riferimento) e a chi può necessitare.

Di seguito il Link per saperne di più:
https://www.accredia.it/2017/11/10/pubblicata-la-uni-cei-en-iso-17034-per-produttori-di-materiali-di-riferimento/



info@labirintoambientale.it