Certificazioni News-"Supporre va bene, ma approfondire è meglio"

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✅  Certificazioni di Qualità ISO ✅  Attestazioni SOA. ✅  Modello organizzativo 231 (D. lgs. 231/01 per la responsabilità amministrativa d’impresa) ✅  Sicurezza del Lavoro (d.Lgs.81/08). ✅  Autorizzazioni ambientali e trasporto rifiuti e Bonifiche. ✅ Verifiche di Impianti elettrici e messa a terra ✅ Bandi ISI INAIL a fondo perduto ✅ Fondi interprofessionali per corsi e formazione continua (Legge 388/2000)
 


28/02/2019
Ristrutturazioni e risparmio energetico: riparte la stagione dei bonus fiscali

Recupero edilizio, riqualificazione energetica, acquisto di arredi, sistemazione del verde di giardini e balconi. Chi ha rinviato al 2019 le spese per i lavori in casa, o deve ancora concludere (e pagare) interventi già avviati nel 2018, può star tranquillo: la legge di Bilancio ha prorogato di un anno l’accesso ai bonus in scadenza lo scorso 31 dicembre. Una conferma “secca” delle regole e delle percentuali di detrazione, così come erano state ridisegnate dalla manovra del 2018.
D’altra parte sarebbe stato difficile giustificare i tagli a un meccanismo di sconti fiscali che – tra interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico – dal 1998 a oggi ha attivato investimenti per 292,7 miliardi di euro, con il record di 28,6 miliardi nel solo 2018, secondo le proiezioni del Cresme.
Fermo restando che per i contribuenti Irpef vale sempre il principio di cassa, cioè non conta la data dei lavori o delle fatture ma quella di pagamento (quasi sempre con bonifico), per cogliere le agevolazioni c’è tempo fino al 31 dicembre 2019. Fanno eccezione le opere di riqualificazione energetica su parti condominiali e gli interventi di prevenzione antisismica (anche su singole unità), che non vengono toccati dalla legge di Bilancio 145/2018 perché hanno già un termine “lungo”: fissato alla fine del 2021.
Anche quest’anno il bonus sul recupero edilizio conserva dunque la detrazione al 50%, che è riferita a un’ampia gamma di opere: dalla manutenzione ordinaria come la tinteggiatura (ma solo su parti comuni condominiali) al cambio delle finestre, dall’installazione di porte blindate agli impianti fotovoltaici. Lo sconto si applica su una spesa massima di 96mila euro per unità immobiliare e i lavori agevolati (e iniziati non prima del 2018) consentono, a loro volta, di “agganciare” il bonus mobili: la detrazione (sempre al 50%) sull’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici efficienti destinati all’immobile ristrutturato. Il bonus si calcola su una spesa massima di 10mila euro, riferita a ciascun intervento edilizio (autonomo) e dunque eventualmente “rinnovabile”, se è stata già esaurita in passato e quest’anno si procede a ulteriori lavori sull’abitazione. Lavori che – come precisato dalle Entrate – devono essere almeno di manutenzione straordinaria: non valgono, cioè, le piccole opere quali l’installazione di grate alle finestre.
Confermato per il 2019 anche il bonus verde, la detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per la «sistemazione a verde» di aree scoperte private quali balconi, cortili e giardini. Uno sconto che si calcola su massimo 5mila euro per unità immobiliare, compresi i costi di progettazione e manutenzione.
Lo sconto sugli arredi non può invece abbinarsi alle opere di risparmio energetico agevolate dall’ecobonus, neanche a quelle con detrazione ribassata al 50%: cambio delle finestre, installazione di schermature solari, sostituzione di caldaie a biomassa o condensazione (in classe A). Di base, l’ecobonus prevede infatti una detrazione (Irpef - Ires) al 65%, con massimali variabili in base al tipo di lavoro green (dalla riqualificazione globale alla domotica). Ma che può salire al 70 o 75% per le coibentazioni nei condomìni. In più, per i lavori condominiali è previsto che ogni beneficiario possa cedere la detrazione Irpef, sotto forma di credito d’imposta, alle imprese esecutrici o a soggetti privati (escluse banche e intermediari finanziari).
La cessione del credito vale anche per alcune opere antisismiche, che consentono di detrarre dall’Irpef o dall’Ires i costi sostenuti per la messa in sicurezza degli edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3. Il sismabonus va calcolato su una spesa massima di 96mila euro per unità immobiliare e ripartito in cinque anni. Con alte percentuali di detrazione, che partono dal 50% per arrivare (in condominio) fino all’85 per cento.


25/02/2019
MUD 2019

Sulla Gazzetta Ufficiale del 22 febbraio 2019 è stato pubblicato il D.P.C.M. 24 dicembre 2018 che contiene il modello e le istruzioni per la presentazione del Modello Unico di dichiarazione ambientale.

Vengono introdotte alcune limitate modifiche alle informazioni da trasmettere che riguardano le dichiarazioni presentate dai soggetti che svolgono attività di recupero e trattamento dei rifiuti e i Comuni. Non vi sono modifiche per quanto riguarda i produttori.

Rimangono immutati rispetto al 2018:

  1. Struttura del modello, articolato in 6 Comunicazioni. 
  2. Soggetti obbligati alla presentazione del MUD: sono quelli definiti dall'articolo 189 c. 3 del D.lgs. 152/2006 ovvero trasportatori, intermediari senza detenzione, recuperatori, smaltitori, produttori di rifiuti pericolosi, produttori di rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali, artigianali e di trattamento delle scorie con più di 10 dipendenti, Comuni.
  3. Modalità per l’invio delle comunicazioni: in particolare le Comunicazioni Rifiuti, RAEE, Imballaggi, Veicoli fuori uso vanno inviate via telematica tramite il sito www.mudtelematico.it; la comunicazione rifiuti semplificata va compilata tramite il sito mudsemplificato.ecocerved.it e trasmessa via PEC all’indirizzo comunicazionemud@pec.it.
  4. Diritti di segreteria: sono pari a 10 € per l’invio telematico e 15 € per l’invio via PEC. 

Si evidenzia che la scadenza per la presentazione è il 22 giugno: infatti l’art. 6 della Legge 25 gennaio 1994, n. 70 prevede che: “Qualora si renda necessario apportare, nell’anno successivo a quello di riferimento, modifiche ed integrazioni al modello unico di dichiarazione ambientale, le predette modifiche ed integrazioni sono disposte con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro la data del 1 marzo; in tale ipotesi, il termine per la presentazione del modello è fissato in centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del predetto decreto”.

A partire dai prossimi giorni Ecocerved renderà disponibili su questo sito materiali e istruzioni per la compilazione, il software per la compilazione e la presentazione del MUD, nonché i tracciati record aggiornati per i produttori di software.

Sempre nei prossimi giorni verrà reso accessibile il portale per la compilazione del MUD Semplificato.

 


19/02/2019
Dispositivi medici monouso. Pubblicata una nuova norma UNI

Il settore delle tecnologie biomediche, comprende gli strumenti, le apparecchiature, i farmaci e le procedure utilizzati per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento della malattia e per la riabilitazione e i sistemi organizzativi e di supporto alle stesse.
In tale ambito si colloca il recepimento in lingua italiana da parte della Commissione “Tecnologie biomediche e diagnostiche” della norma UNI EN ISO 11070:2018 “Introduttori di cateteri intravascolari sterili monouso, dilatatori e fili guida”
La norma specifica i requisiti relativi agli aghi introduttori, ai cateteri introduttori, agli introduttori a guaina, ai fili guida e ai dilatatori forniti in condizione sterile, e monouso unitamente ai cateteri intravascolari specificati nella ISO 10555-1.
All’interno del documento sono riportati i seguenti riferimenti normativi:
* ISO 7886-1 Sterile hypodermic syringes tor single use - Part 1: Syringes for manual use;
* ISO 8601 Data elements and interchange formats - lnformation interchange - Representation of dates and times;
* ISO 10993-1 Biological evaluation of medical devices - Part 1: Evaluation and testing within a risk management process.


14/02/2019
Nuova Sabatini: riapertura sportello

Con il decreto direttoriale del Mise n. 1338 del 28 gennaio 2019, è disposta, a partire dal 7 febbraio 2019, la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi previsti dalla nuova Sabatini, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie pari a 480 milioni di euro.
L’agevolazione prevista dalla nuova Sabatini consiste nella concessione di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A (Addendum), allo scopo di sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Mise rapportato agli interessi sui detti finanziamenti.
L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing), finanziamento assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, a condizione che sia di durata non superiore a 5 anni, di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro e interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.
Il contributo del Mise è un contributo “in conto interessi” il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. Industria 4.0).
Per la concessione del contributo, le imprese interessate, unitamente alla richiesta di finanziamento (che può coprire fino al 10% degli investimenti) devono presentare alla banca o all’intermediario finanziario la domanda di accesso al contributo.


11/02/2019
Legge anticorruzione 3/2019, interdizione fino a 7 anni per le società

Il “Daspo a vita per i corrotti” previsto dalla legge anticorruzione (la 3/2019, in vigore dal 31 gennaio) ha importanti ricadute anche per le persone giuridiche. Le nuove norme inaspriscono infatti le sanzioni interdittive che, in base al Dlgs 231/2001, colpiscono le persone giuridiche nel cui interesse o vantaggio sono stati commessi i reati per cui scatta, nei confronti della persona fisica, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’incapacità in perpetuo di contrattare con la Pa.
Con la legislazione precedente (e cioè fino al 31 gennaio) la durata massima delle misure interdittive per la persona giuridica (tra le quali rientra il divieto di contrattare con la Pa, l’esclusione da agevolazioni o finanziamenti e la revoca di autorizzazione e licenze) era di 2 anni: da giovedì 31 gennaio, il termine di 2 anni diventa invece la soglia minima, mentre quella massima sale a 7 anni.
Per le persone giuridiche il limite di 2 anni rimane invece per i reati commessi a suo favore in materia ad esempio di criminalità organizzata, terrorismo, riciclaggio internazionale, o contro l’ambiente e la salute pubblica, che il legislatore ritiene quindi meno gravi della corruzione.
Le novità toccano direttamente anche gli studi professionali associati organizzati in forma societaria (in linea con quanto stabilito dalla Cassazione con la sentenza 4703/2012), tra cui anche le “società tra avvocati”, in seguito alle modifiche apportate dalla legge 124/2017. L’assorbimento del reato di “millantato credito” (ora soppresso) nel delitto di “traffico di influenze illecite” estende l’incidenza delle sanzioni interdittive per le categorie professionali che hanno a che fare con la Pa per conto dei loro clienti: la legge 3/2019 prevede infatti che il nuovo reato faccia scattare sia l’interdizione perpetua per la persona fisica che le sanzioni pecuniarie per la persona giuridica.
Gli inasprimenti per le persone giuridiche non sono però accompagnati dalla possibilità di godere dei nuovi benefici previsti in caso di “ravvedimento” per il corrotto e il corruttore: la legge 3/2019 introduce infatti la non punibilità dei reati di corruzione – e di quelli, spesso collegati, di turbativa degli incanti – per la persona fisica che, entro 4 mesi dalla commissione del fatto, lo denunci volontariamente, restituisca il profitto e fornisca indicazioni per assicurare la prova del reato e individuare gli altri autori.
La persona giuridica che collabora – per di più eliminando le carenze dei modelli organizzativi che hanno determinato il reato – ha solo uno sconto di pena, che rischia però di non produrre effetti concreti: per il Codice degli appalti, infatti, una sentenza di condanna, o patteggiamento, riportata da un amministratore, socio, membro di organo di controllo o vigilanza, procuratore, direttore tecnico costituisce causa di esclusione da una gara per almeno 1 anno dalla cessazione dell’interessato dalla carica. Si tratta di un pregiudizio ulteriore che potrebbe verificarsi nel caso in cui l’autore del reato, per beneficiare della nuova causa di non punibilità, si “penta” chiamando in correità uno dei soggetti di cui sopra, che sarebbe inevitabilmente spinto - anche solo per una ragione di mera opportunità - alle dimissioni non appena avuta notizia dell’indagine.
Per le persone giuridiche, le nuove norme sembrano quindi puntare quasi esclusivamente sull’aspetto sanzionatorio, senza premiare concretamente il ravvedimento: al contrario, la natura sempre più afflittiva delle misure interdittive (cui si aggiungono rilevanti sanzioni economiche) dovrebbe invece imporre la previsione di forme adeguate di riabilitazione. In questo senso si sono mossi altri ordinamenti stranieri, prevedendo la non punibilità degli enti che, dopo un periodo di messa alla prova monitorato dalla magistratura, dimostrino di avere raggiunto un pieno ravvedimento.

fonte Sole24Ore 27/19 GC


05/02/2019
Sicurezza degli impianti elettrici, dal Cnpi la Linea guida su verifiche e controlli

Il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati (Cnpi) ha reso disponibile la linea guida “Verifica e controllo impianti elettrici. Dlgs 81/08” elaborata dal gruppo di lavoro Sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro e dal gruppo Impianti elettrici ed elettronici del consiglio nazionale in carica dal 2013 al 2018.
L’obiettivo della linea guida è duplice: da un lato si rivolge al datore di lavoro indicandogli le misure indispensabili da mettere in campo per mantenere efficiente il proprio impianto elettrico, assicurando un adeguato livello di sicurezza. Tali misure hanno lo scopo di mantenere o riportare l’impianto elettrico nelle condizioni di conservazione e di efficienza necessaria ai fini della sicurezza. Secondo quanto indica il dm 37/08 la manutenzione degli impianti elettrico è un obbligo di legge stabilito per tutti i proprietari, i responsabili e gli amministratori di impianti elettrici.
Dall’altro lato, invece, si rivolge al professionista offrendo uno strumento concreto per effettuare l’analisi dei rischi e redigere il documento di valutazione del rischio elettrico, così come prevede il testo unico per la sicurezza (d.lgs. 81/08), in particolare fornendogli la documentazione di supporto per i propri clienti.
La linea guida si prefigge anche l’obiettivo di diventare uno strumento che racchiude in sé la normativa fondamentale sui principi di manutenzione.

http://www.bibliotema.it/index.php/macchine-attrezzature-e-impianti/item/1037-verifica-e-controllo-impianti-elettrici-d-lgs-81-08


31/01/2019
Bando Inail ISI: 370 milioni da investire in sicurezza sul lavoro


Crescono le risorse messe in moto dall’Inail per incentivare la sicurezza nelle imprese. Mentre infiammano le polemiche dei sindacati sui tagli che il governo potrebbe inserire nella legge Bilancio, sul capitolo delle risorse strutturali destinate all’Istituto proprio per finanziare progetti di investimento in formazione e sicurezza, quest’ultimo ha presentato il bando Isi 2018 che può contare su quasi 370 milioni a fondo perduto, già messi a bilancio preventivo, contro i 250 scarsi della precedente edizione. Il contributo sarà erogato in conto capitale e potrà coprire fino al 65% delle spese sostenute per ogni progetto ammesso.
Si tratta del maggiore stanziamento effettuata nelle nove edizioni dell’iniziativa, che dal 2010 ad oggi ha messo a disposizione delle aziende oltre 2 miliardi a fondo perduto. Secondo il presidente dell’Inail, Massimo De Felice «il bando Isi è un’iniziativa ormai strutturale unica a livello nazionale per la concessione di finanziamenti in conto capitale, che non ha eguali neppure in Europa». Il considerevole incremento «dei fondi messi a disposizione - ha sottolineato a sua volta il direttore generale Giuseppe Lucibello, consentirà di sostenere ancora più imprese, con ricadute positive sulla sicurezza dei lavoratori e, di conseguenza, anche sul sistema welfare e società».
Rispetto al bando precedente, Isi 2018 presenta alcune novità a livello di assi di finanziamento, caratterizzati da risorse ripartite in budget regionali.
L’Asse 1 (Isi Generalista), in particolare, oltre a portare da 100 a 182 milioni il tesoretto a disposizione delle imprese, ripartisce in maniera netta la torta fra i progetti d’investimento, a cui vanno 180 milioni, e i progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, a cui vanno i restanti 2.
All’Asse 2 (Isi Tematica) vanno 45 milioni per progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (lo scorso anno erano 44,4), mentre per l’Asse 3 (Isi Amianto), destinato a progetti di bonifica, vanno 97,4 milioni contro i 60 del 2017.
Altra novità: cambiano i destinatari dell’Asse 4 (Isi Micro e piccole imprese): i 10 milioni a bilancio, in precedenza destinati a realtà dei settori legno e ceramica, stavolta andranno a progetti destinati a micro e piccole imprese operanti nei settori della pesca e del tessile, abbigliamento, pelle e calzature.
Invariati anche gli stanziamenti per l’Asse 5 (Isi Agricoltura): 35 milioni per progetti delle micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, di cui 30 per la generalità delle imprese agricole e 5 riservati ai giovani agricoltori (under 40), organizzati anche in forma societaria.
Come per i bandi precedenti, anche stavolta le domande d’accesso agli incentivi andranno presentate in modalità telematica, con una procedura valutativa a sportello suddivisa in tre fasi con il “click day” in programma a giugno.


24/01/2019
Certificazione ISO 37001:2016 Anti Corruzione


I vantaggi della certificazione ISO 37001:2016 “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione”
Nel 2016 è stata pubblicata la Norma ISO 37001, per la certificazione dei Sistemi di Gestione Anti Corruzione (Anti Bribery Management System).
Questa Norma consente di progettare ed implementare un sistema di gestione anti corruzione aziendale, d struttura simile a quelli previsti per le altre norme ISO (qualità, ambiente, sicurezza), al fine di:
·       prevenire episodi corruttivi e, comunque, riuscire ad individuarli
·       permettere all’organizzazione di conformarsi più efficacemente alla legislazione anti-corruzione
·       applicare uno standard delineato da norme sovranazionali e perciò dotato di una particolare autorevolezza;
·       aumentare la credibilità dell’azienda poiché all’esterno i clienti, i fornitori e le parti tutte percepiranno come altamente positivo che la stessa si sia dotata di un sistema atto a prevenire reati;
·       costituire un importante supporto alle organizzazioni che devono adempiere agli obblighi legislativi previsti in materia di anticorruzione;
·       la norma ISO non si limita a richiedere il rispetto degli obblighi normativi ma richiede un quid pluris e perciò l’organizzazione eleva i propri standard al di sopra del minimo necessario;
·       favorire l’ottenimento del rating di legalità;
·       nel caso in cui all’interno dell’organizzazione alcuni componenti ponessero in essere tentativi o reati corruttivi è necessario che l’organizzazione sappia marcatamente reagire in breve termine e con fermezza.
Perché certificarsi secondo la Norma ISO 37001:2016?
·       Per prevenire i fenomeni di corruzione all’interno della propria azienda
·       Per ottenere o mantenere l’inserimento della propria azienda negli elenchi dei fornitori qualificati dei grossi gruppi industriali quali Enel, Terna, Poste Italiane, FS, Ferrovie Nord, Acea ecc.;
·       Per essere utilizzata a riprova del possesso del requisito di cui all’art. 3, comma 2, del Regolamento attuativo del Rating di Legalità (3), che richiede l’adozione di modelli organizzativi di prevenzione e contrasto alla corruzione ai fini dell’assegnazione di un +, utile alla maggiorazione del punteggio (Delibera AGCM del 14 novembre 2012, n. 24075);
·       Per accedere ai vantaggi derivanti dal Regolamento dell’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato sull’attribuzione del Rating di Legalità, cioè “di aver adottato modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione” (art. 3 lett. G Regolamento in bollettino 17/9/2016);
·       Per partecipare a gare d’appalto di importo superiore ai 150.000€, cifra oltre la quale molte stazioni appaltanti e centrali uniche di committenza richiedono specifiche attestazioni di prevenzione alla corruzione.
Chi può ottenere la certificazione ISO 3700:2016?
Qualunque azienda o persona giuridica (quindi anche enti pubblici, privati o associazioni), comprese le ditte individuali.
Cosa fare per ottenerla?
Implementare un Sistema di Gestione Anti Corruzione (Anti Bribery Management System) e richiederne la certificazione in conformità alla Norma ISO 37001:016 da un organismo di certificazione.


 
21/01/2019
Circolare ministeriale recante “Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi” (pdf, kB 636(Allegato)

 
17/01/2019
Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni

Pubblicata la UNI 11337-7:2018 “Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 7: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa”
Curata dalla commissione “Prodotti processi e sistemi per l’organismo edilizio” questa norma è di fondamentale importanza per tutto il settore delle costruzioni e rappresenta un ulteriore tassello verso la digitalizzazione del processo di progettazione, costruzione e gestione dei beni immobili.
Il documento definisce i requisiti relativi all'attività professionale del:
* gestore dell'ambiente di condivisione dei dati, ossia CDE manager;
* gestore dei processi digitalizzati, ossia BIM manager;
* coordinatore dei flussi informativi di commessa, ossia BIM coordinator;
Questi requisiti sono specificati, a partire dai compiti e attività specifiche identificati, in termini di conoscenza, abilità e competenza in conformità al Quadro europeo delle qualifiche (European Qualifications Framework - EQF) e sono espressi in maniera tale da agevolare e contribuire a rendere omogenei, per quanto possibile, i processi di valutazione e convalida dei risultati dell'apprendimento. In particolare la certificazione delle persone in conformità alla EN ISO/IEC 17024 è un processo di valutazione e convalida.
All’interno della norma vengono citati i seguenti riferimenti normativi:
* UNI 11337-1 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 1: Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi;
* UNI 11337-4 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 4: Evoluzione e sviluppo informativo di modelli, elaborati e oggetti;
* UNI 11337-5 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni - Parte 5: Flussi informativi nei processi digitalizzati;
* UNI CEI EN ISO/lEC 17024 Valutazione della conformità - Requisiti generali per organismi che eseguono la certificazione di persone;
* UNI CEI EN ISO/lEC 27000 Tecnologie informatiche - Tecniche di sicurezza - Sistemi di gestione della sicurezza dell'informazione - Descrizione e vocabolario;
* UNI EN ISO 16739 Industry Foundation Classes (IFC) per la condivisione dei dati nell'industria delle costruzioni e del facility management.
Di sicuro valore per tutto il settore edile anche questa parte 7 della UNI 11337 incrementa il processo ormai avviato di connessione e interfacciamento con la metodologia BIM che comprende rappresentazioni digitali delle caratteristiche fisiche e di funzionamento di un’opera.


14/01/2019
Privacy, l’arma per tutelare i dati è uno staff ben preparato
Il punto debole della tecnologia? Le persone. Anche negli studi professionali le strategie di difesa dagli attacchi informatici e dai furti di dati si basano - oltre che sulle protezioni tecnologiche - soprattutto sulla formazione del personale. Ed è proprio il training il capitolo più corposo delle linee guida per la cybersecurity negli studi legali elaborate dall’Iba (International bar association), l’ associazione che riunisce i legali di tutto il mondo.
L’obiettivo di partenza è quello di tutelare le realtà professionali medio-piccole, compresi i singoli professionisti, che non hanno né la disponibilità economica né la preparazione tecnica per dotarsi di strumenti potenti in grado di fronteggiare gli attacchi degli hacker. «Gli studi più piccoli tendono a considerarsi bersagli minori di questi attacchi - si legge nel documento - ma al contrario gli hacker hanno proprio loro nel mirino perché sanno che le loro difese sono più facili da aggirare».
Anche per questo motivo le linee guida Iba suggeriscono agli studi legali (ma di fatto il consiglio si adatta a qualsiasi altra professione) di investire piuttosto nella formazione del personale, che ha costi più contenuti e risultati duraturi nel tempo.
Diffuse già in versione cartacea durante il congresso Iba a Roma in ottobre, ora le linee guida sono disponibili sul sito in versione “personalizzabile”. Incrociando i dati relativi alla dimensione dello studio e alla tipologia di intervento si può cioè ottenere uno schema su misura con i suggerimenti di azioni da intraprendere, sempre graduate a seconda della grandezza dimensionale. Ovviamente quello che per una piccola realtà è solo auspicabile, per una media struttura (che nel modello Iba equivale a uno studio con più di 40 persone) può diventare obbligatorio.
Secondo le linee guida il training del personale deve partire dall’uso corretto delle password, comprese quelle personali. Al di là delle raccomandazioni più ovvie sulla necessità di non trascriverle su fogli accessibili, o di evitare l’uso di nomi e dati personali per costruirle, il documento fornisce anche suggerimenti meno consueti. Al personale viene raccomandato innanzitutto di distinguere le password private da quelle di lavoro evitando il riuso su più siti. Se poi si deve accedere a un sito in modo solo occasionale meglio inventare una sequenza casuale di caratteri e puntare in caso di un secondo accesso sul reset, piuttosto che sulla memorizzazione.
Da tenere sotto controllo anche tutto ciò che viene postato dai professionisti o dai dipendenti sui social media. Non tutti realizzano, ad esempio, che persino le foto dell’ufficio possono fornire agli hacker (e non solo) una miniera di informazioni sulla dislocazione fisica degli spazi. Anche per quanto riguarda l’arrivo di mail sospette, il personale andrebbe istruito in dettaglio. Non solo con l’invito a non aprire allegati o cliccare su link pericolosi: lo studio potrebbe fare un passo avanti se chiedesse allo staff di non cancellare la mail ma di segnalarla magari creando un indirizzo dedicato. Questo permetterebbe agli esperti di analizzare meglio i rischi ma anche - si legge nelle note - «di capire come hanno fatto certe mail sospette a superare le barriere di sicurezza». Per verificare il grado di preparazione del personale si potrebbe anche simulare un test con una finta mail di phishing o sospetta. A costi contenuti.
Decisamente abbordabili anche per i piccoli studi le azioni di miglioramento delle password e di introduzione di autenticazioni multilivello (considerate indispensabili sulle applicazioni più comuni quali Gmail, Yahoo, LinkedIn etc). La creazione di una policy aziendale per la cybersecurity è un processo che secondo l’Iba dovrebbe essere risparmiato solo al professionista singolo, mentre a tutti si consiglia di proteggersi attraverso una polizza assicurativa che può aiutare a coprire le spese oltre che della perdita dei dati anche legate alla violazione della privacy, al contenzioso e alla diminuzione degli incassi. Così come tutti sono invitati a identificare quali dati sensibili sono trattati dallo studio e a quale livello di protezione. Ma in questo caso l’obbligo è già scritto nero su bianco nelle leggi.


07/01/2019
Privacy: dal Garante una nuova scheda informativa sui diritti
Il Garante della Privacy ha reso disponibile una scheda informativa e di sintesi sui principali diritti di cui beneficia una persona previsti dal Regolamento (UE) 2016/679.
In merito all’accesso, l’interessato ha il diritto di sapere se è in corso un trattamento di dati che lo riguardano e - se confermato - di ottenere una copia di tali dati ed essere informato su: l'origine dei dati; le categorie di dati personali trattate; i destinatari dei dati; le finalità del trattamento; l’esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione; il periodo di conservazione dei dati; i diritti previsti dal Regolamento.
L’informativa, inoltre, elenca le modalità utili per esercitare i diritti elencati attraverso il facsimile di un modulo. Il titolare del trattamento una volta sollecitato dovrà rispondere entro un mese o richiedere una proroga per farlo di un massimo di due mesi. In caso di risposta non soddisfacente la persona può inviare un reclamo al Garante o all’Autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 77 del Regolamento.


02/01/2019
Albo gestori ambientali: chiarimenti su requisiti minimi dei mezzi di trasporto

Con circolare n. 153, del 7 dicembre 2018, il Comitato nazionale dell’Albo gestori ambientali fornisce alcune indicazioni sul calcolo dei requisiti minimi per l'iscrizione nella categoria 1 raccolta e trasporto di rifiuti urbani, e sulla sottocategoria "raccolta e trasporto di rifiuti giacenti sulle aree e strade urbane, extraurbane e autostrade di cui all'art.184, comma2, lettera D) del D.Lgs 152/06" di cui alla Tab. D6 della Delibera 5/2016.
Chiarisce il Comitato che, ai soli fini del calcolo della dotazione tecnica per il conseguimento del requisito minimo per lo svolgimento dell'attività prevista dalla sottocategoria, sono equiparati ai previsti "autocarri", gli autoveicoli per trasporto specifico.

Inoltre, il Comitato Gestori ricorda la modifica apportata dalla Delibera n.8/2017 alla sottocategoria in Tabella D6: non si richiede più come obbligatoria per le classi a) e b), la disponibilità di macchine operatrici o di veicoli ad uso speciale; pertanto, con l'iscrizione nella categoria 1 per lo svolgimento dell'attività di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani in una determinata classe, è possibile svolgere tutte le attività di cui alla stessa classe o classe inferiore delle singole sottocategorie, compresa la sottocategoria di cui alla Tab. D6.
Resta fermo l'obbligo per le imprese che intendono svolgere anche l'attività di cui alla sottocategoria: "raccolta e trasporto di rifiuti abbandonati sulle spiagge marittime e sulle rive dei corsi d'acqua" (Tab. D7), di disporre delle macchine operatrici o dei veicoli ad uso speciale previsti.


15/11/2018
INAIL, anche la ISO 45001 riconosciuta per le agevolazioni

Nell'ambito delle agevolazioni INAIL, sono finanziabili progetti di adozione di un SGSL realizzato secondo la nuova norma ISO 45001.

L'INAIL infatti ha recentemente pubblicato il nuovo modello OT24 per l'anno 2019. Nella sezione A1, fra gli interventi di carattere generale da scegliere per poter accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa, l'INAIL ha indicato anche la norma ISO 45001. L'opzione che dà diritto a 100 punti è infatti la seguente: "L'azienda ha adottato o mantenuto un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro certificato BS OHSAS 18001:07 o UNI ISO 45001:18 da Organismi di certificazione accreditati per lo specifico settore presso Enti di accreditamento che operano nel rispetto dei regolamenti EA e IAF".

Maggiori informazioni, e l'apposita modulistica, sono disponibili al sito INAIL:
https://www.inail.it/cs/internet/atti-e-documenti/moduli-e-modelli/assicurazione/premio-assicurativo.html


12/11/2018
index

Le attività formative Industry 4.0 sono agevolabili sotto forma di credito d’imposta per un valore pari al 40% del costo del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nella frequenza di corsi di formazione relativi alle tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Industria 4.0. (Legge di Bilancio 2018 e Decreto Attuativo - Gazzetta Ufficiale 22/06/2018).

Proponiamo un ampio ventaglio di corsi di formazione Industry 4.0 che spaziano dalla gestione dell'innovazione all'automazione industriale, dal knowledge management all'organizzazione, offrendo il supporto per l’ottenimento del credito d’imposta del 40%.

L'agevolazione del credito d'imposta è utilizzabile in sinergia con altre opportunità di finanziamento quali la formazione Finanziata tramite i Fondi Interprofessionali per la Formazione Continua ed altri incentivi previsti per la diffusione della cultura digitale 4.0.


12/11/2018

Rischio chimico e stabilimenti Seveso: giornata di confronto a Brescia

Tra le proposte lombarde di approfondimento sulla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose, l’incontro: “La metodologia per la valutazione dei programmi di gestione dell’invecchiamento delle attrezzature negli stabilimenti Seveso - soggetti coinvolti e modalità di [...]


07/11/2018
Reti di sicurezza, nuova guida Inail per la sicurezza nei cantieri

Pubblicato dall’Inail ha un nuovo documento tecnico dedicato alle reti di sicurezza con l’obiettivo di accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili e di fornire informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.
Le reti di sicurezza contribuiscono a ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprimono il concetto di protezione collettiva. Esse non vengono utilizzate frequentemente nei cantieri temporanei o mobili del nostro paese a causa di motivazioni di tipo culturale. Esistono applicazioni come la bonifica delle coperture in amianto o il rifacimento delle strutture secondarie dei tetti in legno in cui i benefici derivanti dal loro utilizzo sono evidenti.
I vantaggi di questo tipo di protezione collettiva sono legati alla facilità di posa e alle ridotte azioni sul corpo che il lavoratore subisce in caso di caduta. Le reti di sicurezza non vanno utilizzate nei casi in cui lo spazio vuoto sotto le stesse sia limitato o in quelli in cui è possibile che su di esse cada del materiale, come quello incandescente, che ne possa causare il facile danneggiamento.
Obiettivo del Quaderno Tecnico è accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. Fornisce informative basate su leggi, circolari, norme tecniche specifiche e linee guida utili a individuare e perfezionare metodologie operative per il miglioramento delle misure di prevenzione contro i rischi professionali.


01/08/2018
Sicurezza alimentare: pubblicata la nuova ISO 22000:2018

Lo scorso 19 giugno 2018 è stata pubblicata la nuova versione dello standard ISO 22000:2018, "Sistemi di Gestione della Sicurezza Alimentare".
La nuova versione ISO 22000:2018 introduce l’High Level Structure (HLS), coerentemente a tutte le norme di sistema, ad es. ISO 9001:2015, ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018, rendendo i diversi sistemi facilmente integrabili.
Il periodo di transizione previsto per le aziende già certificate con la precedente versione ISO 22000:2005 è di 3 anni.


03/07/2018
ISO 13009:2015 gestione delle spiagge.

La certificazione dimostra una gestione sostenibile delle spiagge e il rispetto dei requisiti di qualità del servizio e delle strutture
Le spiagge sono influenzate da diversi usi e bisogni e sono soggette a una notevole pressione turistica stagionale. Particolarmente complessa è quindi la loro gestione, che richiede necessariamente un’attenzione simultanea nei confronti di diversi aspetti.
Gli operatori balneari, scegliendo di certificare la gestione delle spiagge secondo lo standard internazionale ISO 13009: 2015, dimostrano ai turisti e ai residenti una gestione sostenibile delle spiagge e il rispetto di determinati requisiti di qualità del servizio e delle strutture


25/06/2018
Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro, pubblicata la norma ISO 45001

Subito recepita dall’ente italiano di normazione, è il primo standard internazionale a trattare il tema della valutazione del rischio lavorativo, frutto di un iter lungo e complesso che ha visto il coinvolgimento di oltre 80 Paesi. Dall’Inail un contributo importante sia nella fase di redazione sia in quella di recepimento

ROMA - Al termine di un lungo e complesso iter redazionale, frutto di un laborioso e articolato compromesso tra oltre 80 Paesi, che ha visto anche il coinvolgimento dell’Inail sia nella fase di redazione sia in quella di recepimento nazionale, lo scorso 12 marzo è stata pubblicata la norma ISO 45001, primo e unico standard internazionale che tratta delle modalità e dei requisiti che un sistema di gestione per la salute e la sicurezza dei lavoratori deve possedere, raccordando le dinamiche sociali, economiche culturali e le differenti normative di ciascuno Stato dedicate al tema della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
 
Uno strumento efficace per la riduzione degli indici infortunistici. La norma, subito recepita in Italia dall’UNI, ente di normazione nazionale, e già disponibile nella nostra lingua come UNI ISO 45001, si propone l’obiettivo di definire i requisiti operativi e di fornire una guida all’uso e all’applicazione di un sistema di gestione per la sicurezza sul lavoro (Sgsl). A partire dalla pubblicazione, nel 2001, delle “Linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro – Sgsl”, l’Inail ha promosso la diffusione nelle aziende di questo strumento dotato di un’indiscussa efficacia prevenzionale, confermata nel nostro Paese anche dalla riduzione degli indici infortunistici rilevati nelle imprese che lo hanno adottato.
 
Necessario il coinvolgimento dei vertici aziendali e dei lavoratori. Applicabile a qualsiasi organizzazione – indipendentemente da dimensioni, tipo e attività – la norma ISO 45001 tratta il tema della gestione del processo di valutazione del rischio lavorativo secondo una logica sistemica, definita e sviluppata seguendo il principio del miglioramento continuo a partire dal rispetto della legislazione, e si focalizza sull’utilità operativa e sulla bontà organizzativa del Sgsl, che prevede un forte impegno del vertice aziendale e il fattivo coinvolgimento dei lavoratori, sia nel processo decisionale che di applicazione vera e propria. Composta da un corpo centrale e da un Annex esplicativo, nell’edizione italiana è corredata di un’appendice informativa utile, a livello nazionale, per fornire un raccordo con la legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
 
Grazie al gruppo di lavoro innalzato il livello qualitativo dei requisiti. La collaborazione dell’Istituto alle attività di redazione e recepimento della norma ISO 45001 si è svolta attraverso il gruppo di lavoro “Metodi e sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro”, costituito nell’ambito della Commissione sicurezza di UNI e coordinato da Fabrizio Benedetti, coordinatore generale della Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp) dell’Inail. Il gruppo di lavoro ha consentito di sintetizzare le diverse posizioni e proposte durante i vari passaggi del processo di redazione e adozione nazionale, contribuendo in modo sostanziale a un progressivo innalzamento qualitativo del livello dei requisiti della UNI ISO 45001. La delegazione italiana che ha partecipato direttamente alle riunioni presso ISO, inoltre, è stata guidata da Antonio Terracina, coordinatore del Settore tariffe e rischi della stessa Contarp Inail.


18/06/2018
Attestazione SOA, cosa sta succedendo??

ANAC organo di Controllo per appalti pubblici negli ultimi due anni sta effettuando una vera e propria scrematura sulle società autorizzate SOA.
Il 2017 ha coinvolto ben tre società mentre ad oggi altre 2 società operanti nel settore hanno visto revocarsi il mandato.

Attico SOA di Roma in data 12 Giugno 2018 ha visto revocarsi il mandato con delibera del 6 Giugno 2018 con una sanzione di 30.000 €.
È giusto è doveroso informare che Attico SOA ha provveduto ad informare la clientela come prevede il comma 8 dell’art 73 del DPR 207/10.
Attico SOA ha presentato regolare ricorso al TAR Lazio, contestando nel merito le ragioni che lo hanno motivato e chiedendo al contempo una immediata tutela cautelare. È giusto inoltre evidenziare che le attestazioni in possesso delle società resta valido ed è efficace, sino alla naturale scadenza, così come previsto dall’art 73 comma 7 del DPR 207/10.

ITALSOA ORGANISMO DI ATTESTAZIONE SPA di Casalnuovo di Napoli da' notizia che con delibera n. 95 resa dal Consiglio dell'Autorita' nell'adunanza del 7 febbraio 2018 e' stato rilasciato il nulla osta a favore di Soa La Soatech S.p.A. di Catania, societa' cessionaria, all'acquisto del ramo d'azienda attivita' di attestazione della Soa Italsoa S.p.A., societa' cedente e in data 28.2.2018 e' stato stipulato l'atto Notar Benedetto Giusti n. rep.12613 registrato in data 6.3.2018 di cessione del ramo d'azienda. Pertanto, dalla data medesima ogni attivita' di qualificazione della Soa Italsoa S.p.A. e' cessata.

Queste ed altre notizie possono essere prese in visione e confermate dal portale ANAC di cui segue il Link: http://elencosoa.anticorruzione.it/public/

Anche Accredia come ANAC sta effettuando dei controlli sulle aziende certificate ISO 9001 che a quanto pare non risultano conformi.


11/06/2018
Bando Isi 2017, sul sito Inail inseriti più di 17mila progetti

Terminata la prima fase della procedura per l’assegnazione dei 249 milioni di euro di incentivi a fondo perduto per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro. Le date di apertura e chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande saranno comunicate a partire dal 7 giugno

ROMA - Sono più di 17mila i progetti inseriti sul sito Inail entro le ore 18 di giovedì 31 maggio, alla scadenza della prima fase della procedura per l’assegnazione dei 249.406.358 euro messi a disposizione dall’Inail con il bando Isi 2017, ottava edizione dell’iniziativa con cui l’Istituto dal 2010 ha stanziato complessivamente oltre 1,8 miliardi a fondo perduto per contribuire alla realizzazione di interventi di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
 
Le regole tecniche online almeno una settimana prima del “click day”. A partire da giovedì 7 giugno le imprese i cui progetti hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità potranno accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice, che le identificherà in maniera univoca in occasione del “click day” dedicato all’inoltro online delle domande di ammissione al finanziamento attraverso lo sportello informatico. I giorni e gli orari di apertura dello sportello informatico saranno comunicati sul sito Inail a partire dalla stessa data. Le regole tecniche che illustrano le modalità di funzionamento dello sportello informatico saranno pubblicate sul portale dell’Istituto almeno una settimana prima della data di apertura dello sportello informatico.
 
I cinque assi di finanziamento. I 249 milioni di euro del bando Isi 2017 sono suddivisi in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia dei progetti presentati: progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (per i quali sono a disposizione 100 milioni di euro), progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (44.406.358 euro), progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (60 milioni di euro), progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori del legno e della ceramica (10 milioni di euro) e progetti per le micro e piccole imprese che operano nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli (35 milioni di euro, suddivisi in 30 milioni destinati alla generalità delle imprese agricole e in cinque milioni per i giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria).


08/06/2018
Indice di percezione della corruzione: l'Italia migliora la propria posizione

Il nuovo Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International pubblicato oggi fotografa un’Italia migliore rispetto all’anno scorso: il CPI 2017 posiziona il nostro Paese al 54° posto nel mondo (su 180 Paesi), con un incremento di 6 posizioni, ma un punteggio tuttavia non ancora pienamente sufficiente di 50 su 100. Le posizioni scalate dal 2012, anno dell’approvazione della legge anticorruzione, ad oggi sono 18, di cui 15 da quando è stata creata l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Un progresso in controtendenza con l’andamento della maggior parte degli altri Paesi a livello globale che faticano a migliorarsi.

A livello continentale, l’Italia non è più fanalino di coda d’Europa: se le passate edizioni hanno visto il nostro Paese gravitare nelle ultimissime posizioni, quest’anno qualche posizione è stata risalita anche se il nostro Paese è ancora 25esimo su 31, lontano dai vertici della classifica. “Il miglioramento registrato quest’anno è frutto dell’impegno italiano in questi ultimi anni sul fronte anticorruzione: dopo la legge Severino del 2012 sono stati fatti diversi progressi, tra cui l’approvazione delle nuove norme sugli appalti, l’introduzione dell’accesso civico generalizzato e, soprattutto, la recente legge a tutela dei whistleblower. Non va neppure trascurato l’importante lavoro svolto da ANAC per prevenire il fenomeno e garantire un migliore funzionamento delle amministrazioni pubbliche” dichiara Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia.

Riteniamo che anche la implementazione della UNI ISO 37001 darà il suo contributo al miglioramento della posizione italiana. La norma sul sistema di gestione per la prevenzione della corruzione, infatti, sta riscontrando molto interesse tra le aziende italiane, che la vedono come strumento di qualifica nei confronti dei grandi committenti e della pubblica amministrazione, oltre che come fattore di presidio del rischio. Norma ancora giovane (la sua pubblicazione risale a fine 2016), la UNI ISO 37001 introduce la cultura della valutazione del rischio e della due diligence, spingendo le aziende a introdurre controlli e procedure per mitigare il rischio corruzione.


31/05/2018
Cosa fare e come fare un Avallimento? Cosa si rischia?

ANAC ha redatto un Vademecum per non fare errori tali da rischiare l’esclusione dalle gare.

http://www.promosricerche.org/news/avvalimento-e-soccorso-istruttorio-da-anac-una-guida


26/05/2018
Siete pronti per il GDPR?
Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) è la nuova norma che regolamenta l’utilizzo e il trattamento dei dati personali a livello europeo, con lo scopo di rafforzare la protezione della privacy dei cittadini. La legge supera i decreti nazionali attualmente vigenti nei singoli paesi e si pone come normativa valida per tutti gli Stati Membri della Comunità Europea. Il GDPR introduce nuove regole che impongono alle imprese l’adozione di misure di sicurezza specifiche per proteggere i dati sensibili degli individui e sanzioni severe nel caso di violazioni degli obblighi imposti. Le aziende dovranno pertanto allinearsi alle nuove regole di privacy e investire nell’adozione di processi e strumenti informatici adeguati per il rispetto della nuova normativa, insieme ad eventuali integrazioni di polizze assicurative per coprire possibili danni propri e a terzi.
La scadenza per adeguarsi al GDPR è prevista per il 25 maggio 2018: entro questa data le imprese sono obbligate ad adottare procedure e tecnologie che, oltre a garantire il rispetto della legge, aiutino anche a migliorare la sicurezza aziendale e la continuità operativa. Il nuovo regolamento introduce inoltre l’obbligo di notifica dei data breach (violazione dei dati) all’autorità competente entro limiti di tempo ristretti e prestabiliti.

Quali sono le sanzioni nel GDPR?
Da non dimenticare, le severe sanzioni per le imprese che non rispetteranno i nuovi obblighi, con multe fino a 20 milioni di euro o corrispondenti al 4% del fatturato annuo globale. Le sanzioni scatteranno per chi non si adegua alla normativa entro i termini previsti e nei casi in cui, nonostante l’adempimento, emergano carenze regolamentari in seguito a violazioni dei dati.
Il tempo per adeguarsi è poco: solo il 27% delle imprese italiane conosce i nuovi obblighi in materia di protezione dati ed appena il 9% sta provvedendo ad allinearsi alle nuove regole di privacy. Criticalcase, in collaborazione con un’azienda del Gruppo specializzata in soluzioni di sicurezza, fornisce un servizio ad hoc per aiutare le aziende a diventare compliant con la nuova normativa, evitando che il GDPR 2018 si trasformi in un costo ma che rappresenti invece un’opportunità per proteggere i dati e sviluppare il business.

https://www.pmi.it/impresa/normativa/265339/gdpr-il-sistema-sanzionatorio.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter%3A%20PMI.it&utm_content=gdpr-il-sistema-sanzionatorio

Come conformarsi al GDPR?
Il nuovo Regolamento sulla Privacy obbliga le aziende a cambiare la propria struttura ad un livello profondo, modificandone i processi e l’organizzazione in modo che tutti i dati personali vengano elaborati e trattati secondo le norme corrette di sicurezza e con assoluta trasparenza. Il GDPR prevede non solo implementazioni tecniche, ma anche modifiche organizzative. Tra queste vi è l’obbligo di nominare un Titolare del Trattamento dei Dati (TTD), di un Responsabile del Trattamento dei Dati (RTD) e, in funzione della tipologia dei dati raccolti, di un Data Protection Officer (DPO). Il DPO sarà il responsabile della protezione dei dati all’interno dell’azienda e avrà il compito di verificare l’applicazione delle normative di data privacy.


20/04/2018
Niente più autorizzazioni Comunali per moltissimi lavori di edilizia, dal 22 aprile: l’elenco completo.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il primo elenco completo dei lavori di ristrutturazione, manutenzione, impiantistica che si possono effettuare in casa senza Cil, Cila, Scia o permesso di costruire. Una mossa che punta a mettere un argine alle interpretazioni differenziate che caratterizzano regioni e comuni e che sarà effettiva a partire dal 22 aprile.
Vengono messe in edilizia libera alcune opere di arredo da giardino oggetto di frequente contestazione: muretti, fontane, ripostigli per attrezzi, ricoveri per animali. Ma anche gazebo e pergolati. Per quanto riguarda le tensostrutture: per installarle servirà una comunicazione, mentre tutte le attività successive saranno libere. Stesso discorso per l’adeguamento degli impianti di estrazione fumi, spesso oggetto di contenzioso nei rapporti tra vicini.
Ecco la lista delle prime 58 opere che saranno considerate in regime di edilizia libera: tra questi rientrano anche pannelli solari, condizionatori, cappotti termici, rifacimento dei bagni e degli impianti, ma anche la realizzazione di controsoffitti, il cambio degli infissi e l’installazione delle inferriate alle finestre.

MANUTENZIONE ORDINARIA
Riparazione, sostituzione, rinnovamento di pavimentazione esterna e interna;
Rifacimento, riparazione, tinteggiatura (comprese le opere correlate) intonaci interni e esterni;
Riparazione, sostituzione, rinnovamento di elementi decorativi delle facciate;
Riparazione, sostituzione, rinnovamento di opere di lattoneria e impianti di scarico;
Riparazione, sostituzione, rinnovamento di rivestimenti interni ed esterni;
Riparazione, sostituzione, rinnovamento di serramenti e infissi interni ed esterni;
Installazione, comprese le opere correlate, riparazione, sostituzione, rinnovamento di inferriate e altri sistemi anti intrusione;
Riparazione, sostituzione, rinnovamento di elementi di rifinitura delle scale;
Riparazione, sostituzione, rinnovamento, inserimento di eventuali elementi accessori su scale retrattili e di arredo;
Riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma di parapetti e ringhiere;
Riparazione, rinnovamento, sostituzione di manti di copertura;
Riparazione, sostituzione, installazione di controsoffitti non strutturali;
Riparazione, rinnovamento di controsoffitti strutturali;
Riparazione, sostituzione, rinnovamento, realizzazione finalizzata all’integrazione impiantistica e messa a norma di comignoli o terminali a tetto di impianti di estrazione fumi;
Riparazione, rinnovamento o sostituzione di elementi tecnologici di ascensori e impianti di sollevamento verticale.

GLI IMPIANTI
Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento e/o messa a norma di impianti elettrici;
Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento di impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas;
Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento, sostituzione e integrazione di impianti igienico e idro-sanitari e di impianti di scarico;
Installazione, riparazione, integrazione, rinnovamento, efficientamento di impianti di illuminazione esterni;
Installazione, adeguamento, integrazione, rinnovamento, efficientamento, riparazione e/o messa a norma di impianti destinati alla protezione antincendio;
Installazione, adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma di impianti di climatizzazione;
Riparazione, adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma di impianti di estrazione fumi;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di antenne e parabole e altri sistemi di ricezione e di trasmissione;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di punti di ricarica per i veicoli elettrici.

AREE PERTINENZIALI, GIARDINI, GAZEBO E PERGOLATI
Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento e intercapedini;
Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di locali tombati;
Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di pavimentazioni esterne, comprese le opere correlate, quali guaine e sottofondi;
Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di vasche di raccolta delle acque;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di opere per arredo da giardino (ad esempio barbecue in muratura, fontane, muretti, sculture, fioriere, panche e assimilate);
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di gazebodi limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo;
Installazione, riparazione, sostituzione e rinnovamento di giochi per bambini e spazio di gioco in genere, compresa la relativa recinzione;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di pergolati di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di ricoveri per animali domestici e da cortile, voliere e assimilate, con relativa recinzione;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di ripostigli per attrezzi, manufatti accessori di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di sbarre, separatori, dissuasori e stalli di biciclette;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di tende, pergole, coperture leggere di arredo;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di elementi divisori verticali non in muratura.

LE BARRIERE ARCHITETTONICHE
Interventi edilizi che siano volti all’eliminazione di barriere architettoniche dagli edifici e che non comportino allo stesso tempo la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti che vadano ad alterare la sostanza dell’edificio, per i quali è necessario un titolo abilitativo;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma, purché non incida sulla struttura portante, di ascensori e montacarichi;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento ed eventuale messa a norma di servoscala o di impianti che abbiano natura assimilabile;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di rampe;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di apparecchi sanitarie di impianti igienico e idro-sanitari;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento dei cosiddetti «dispositivi sensoriali»;
Movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e alle pratiche agro-silvo-pastorali, compresi interventi su impianti idrici;
Manutenzione e gestione di impianti di irrigazione e di drenaggio, finalizzati alla regimazione ed uso dell’acqua di agricoltura;
Manutenzione, gestione e livellamento di terreni agricoli e pastorali;
Manutenzione e gestione di vegetazione di carattere spontaneo.

LE OPERE TEMPORANEE
Opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni;
Installazione, previa Comunicazione di inizio dell’avvio dei lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione di gazebo;
Installazione, previa Comunicazione di avvio dell’inizio dei lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione di stand fieristici;
Installazione, previa Comunicazione di avvio dei lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione di servizi igienici mobili;
Installazione, previa Comunicazione di avvio dei lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione di tensostrutture, pressostrutture e altre strutture che siano assimilabili a queste;
Installazione, previa Comunicazione avvio dei lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione di elementi espositivi di varia natura;
Installazione, previa Comunicazione di avvio dei lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione di aree di parcheggio provvisorio, purché gli interventi siano effettuati nel rispetto dell’orografia dei luoghi e della vegetazione ivi presente.

ALTRI INTERVENTI, PANNELLI SOLARI E FOTOVOLTAICI
Pannelli fotovoltaici a servizio degli edifici da realizzare al di fuori del perimetro dei centri storici;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di pannelli solari, fotovoltaicie generatori microeolici;
Interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW;
Manufatti leggeri posti all’interno di strutture ricettive;
Installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, camper, case mobili, imbarcazioni, in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore;
Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di serre compresi elementi di appoggio e o di ancoraggio;
Depositi di gas di petrolio liquefatti di capacità complessiva non superiore a 13 mc: installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e messa a norma degli impianti;
Attività di ricerca nel sottosuolo. Installazione, riparazione, sostituzione e rinnovamento di opere strumentali all’attività di ricerca nel sottosuolo attraverso carotaggi, perforazioni e altre metodologie.


10/04/2018
Il 12 marzo 2018 è una data importante per le norme ISO sui Sistemi di Gestione. E' infatti il giorno della pubblicazione di ISO 45001:2018, nuovo standard sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro, che sostituirà il precedente OHSAS 18001.

A seguito della pubblicazione, comincerà ora il periodo di 3 anni durante il quale effettuare la "migrazione", per tutte le imprese già certificate OHSAS 18001, oppure per acquisire la nuova certificazione secondo le direttive e i requisiti della ISO 45001:2018


28/03/2018
Detrazione IVA senza dichiarazione legittima

La Corte di Cassazione chiarisce quando è legittima la detrazione IVA anche in caso di omessa o ritardata presentazione della dichiarazione annuale.

Con l’Ordinanza n. 6488/2018, la Corte di Cassazione ha affermato che il contribuente in possesso dei requisiti sostanziali previsti dalla normativa per avere accesso alla detrazione IVA ha diritto al credito di imposta relativo a tale agevolazione, anche se ritarda od omette di presentare la dichiarazione annuale IVA

Sentenza Cassazione
Tra le motivazioni avanzate dai giudici della Corte di Cassazione anche una pronuncia delle Sezioni Unite (Sentenza n. 17757/2016) riguardante un’analoga assenza di dichiarazione annuale con presenza di eccedenza di imposta, risultante da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti.  In queste situazioni deve essere riconosciuta la detrazione fiscale, a condizione che siano stati rispettati tutti i requisiti sostanziali per l’agevolazione.

Nel caso in esame, la cartella di pagamento impugnata dal contribuente era stata emessa per omesso versamento IVA in conseguenza del mancato riconoscimento del credito IVA vantato dalla contribuente, motivato dal fatto che la dichiarazione annuale IVA era stata presentata tardivamente.

I giudici chiariscono inoltre che l’onere di dimostrare il possesso dei requisiti sostanziali per la detrazione spetta al contribuente.


23/03/2018
Il 25 Maggio 2018 entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo sul trattamento dei dati (Privacy)

Questo il Link alla guida dal Portale del Garante per Privacy:
http://www.garanteprivacy.it/guida-all-applicazione-del-regolamento-europeo-in-materia-di-protezione-dei-dati-personali

Non esiste ancora una normativa applicabile e quindi nessuna certificazione.
Quindi, attenzione ai venditori di fumo in materia di certificazioni sul trattamento dei dati in conformità al nuovo regolamento europeo che entrerà in vigore nel 2018



15/03/2018
QUALI CATEGORIE SOA SI APPLICANO ALLE TRAVI PREM?

Le Travi PREM di categoria strutturale "a", sia con fondello in acciaio che senza fondello, sono delle strutture in acciaio che, dopo il getto, diventano Miste Acciaio-Calcestruzzo per cui ricadono sotto la Categoria OS18-A (Componenti strutturali in acciaio). Nel caso delle Travi PREM con fondello prefabbricato in cls, invece, si applica la OS13 (Strutture prefabbricate in cemento armato).
Le Travi PREM di categoria strutturale "b" con fondello in cls sono dei componenti prefabbricati strutturali in c.a. che, dopo il getto, diventano travi di calcestruzzo armato per cui ricadono sotto la Categoria OS13 (Strutture prefabbricate in cemento armato) mentre le Travi PREM di categoria strutturale "b" senza fondello sono delle gabbie (ancorchè prefabbricate ed autoportanti) da c.a. che, dopo il getto, diventano travi di calcestruzzo armato per cui, a rigore, ricadono solamente sotto la Categoria OG1 (Edifici civili e industriali) come tutte le gabbie preformate da c.a..



07/03/2018
LA DATA BREACH SECONDO IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO DELLA PRIVACY
 
Manca poco al ‪25 maggio 2018‬, data in cui tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea dovranno obbligatoriamente adeguarsi al General Data Protection Regulator “GDPR”.
 
Tra le tante novità apportate dal nuovo regolamento sulla protezione dei dati personali una delle più significative consiste proprio nell’obbligo, per le aziende e per le amministrazioni pubbliche, di comunicare al Garante Privacy entro ristrettissimi limiti di tempo qualsivoglia violazione dei dati personali “data breach”.
 
Detto ciò occorre indagare sul significato che il nuovo Regolamento attribuisce al concetto di “data breach”.
 
Sul punto l’art. 4, comma 12, del GDPR definisce la violazione dei dati personali come qualsivoglia violazione di sicurezza che comporta accidentalmente o in modo illecito la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, conservati o, comunque, trattati.
 
Il nuovo Regolamento estende al Titolare del Trattamento l’obbligo di comunicare al Garante Privacy eventuali violazioni dei dati personali a seguito di attacchi informatici, accessi abusivi, incidenti o calamità naturali, come ad esempio incendi o alluvioni.
 
Giova, peraltro, precisare che prima della riforma, tale obbligo era limitato ai soli “fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico”.
 
La ratio di tale prescrizione è chiaramente quello di consentire al Garante Privacy di attivarsi il prima possibile, valutare tempestivamente la gravità della situazione e stabilire, eventuali, misure correttive che il Titolare del Trattamento dovrà adottare al fine di ridurre al minimo i pericoli per la Privacy dei soggetti interessati a cui i dati personali si riferiscono.
 
In caso di data breach ovvero di perdita, distruzione, modifica o diffusione indebita di dati personali si viene a creare una situazione di grave pregiudizio che, se non adeguatamente e tempestivamente affrontata, può provocare un danno fisico, materiale o immateriale, sociale o addirittura economico alla persona fisica interessata. Senza dimenticare l’enorme danno all’immagine dell’Azienda o dell’Amministrazione che ha subito la violazione.
 
Quanto alle tempistiche, l’Art. 33 impone al Titolare del Trattamento di notificare la violazione all’autorità di controllo entro 72 ore dal momento in cui ne viene a conoscenza. Il tempo di riferimento da cui iniziano a decorrere i termini della notifica è individuato, quindi, dal momento in cui il Titolare acquisisce consapevolezza dell’avvenuta violazione.
 
La suddetta violazione deve essere effettuata dal Titolare del Trattamento in modo chiaro e specifico e deve in particolare modo contenere la descrizione della natura della violazione, delle circostanze e dei provvedimenti adottati o che si intendono adottare per porvi rimedio e attenuare i possibili effetti negativi. Nella suddetta comunicazione deve inoltre essere indicato il Responsabile della Protezione dei dati con i relativi dati di contatto.
 
Nell’ipotesi in cui non vengano rispettati gli obblighi previsti dal Regolamento in materia di “data breach”, sono previste sanzioni pecuniarie fino a 10.000.000 euro o per le imprese fino al 2% del fatturato mondiale annuo dell’esercizio precedente, se superiore.



26/02/2018
Il Modello 231/01 e i suoi vantaggi per le Aziende. Con questo modello si può accedere al Rating di Legalità.
Vediamo di cosa si tratta.
 
E’ un reale fattore di vantaggio competitivo per gli operatori economici.
 
Volto alla promozione e all’introduzione della legalità in ambito aziendale, il Rating di Legalità è lo strumento di valutazione che certifica il rispetto della legalità da parte dell’azienda.
E’ rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con un sistema di punteggio da 1 a 3 identificato in stellette, relativo al grado di rispetto dei parametri di best practice da parte delle imprese.
 
Quali sono i vantaggi del Rating di Legalità?
• Le Pubbliche Amministrazioni accordano alle imprese in possesso di Rating:
1. preferenza in graduatoria nell’aggiudicazione di bandi;
2. attribuzione di punteggi maggiori rispetto alle organizzazioni sprovviste di Rating;
3. riserva di una parte delle risorse finanziarie allocate.
• Gli Istituti di Credito accordano alle imprese in possesso di Rating:
1. riduzione delle tempistiche per le richieste di finanziamento;
2. riduzione dei costi di istruttoria;
3. condizioni economiche più favorevoli per l’erogazione del credito.
 
Requisiti dell’impresa
L’impresa per fare richiesta di rating di legalità deve:
1. Avere sede operativa in Italia
2. Avere un fatturato minimo di 2 milioni di euro (riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza)
3. Essere iscritta al registro delle imprese da 2 anni
 L’impresa non deve essere:
1. Destinataria di sentenze di condanna, né di misure cautelari per gli illeciti amministrativi dipendenti dai reati di cui al D.lgs. n. 231/01
2. Condannata per gli illeciti antitrust gravi, o per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori
3. L’impresa dovrà inoltre dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili
 
Requisiti per due stellette
• Aver adottato un Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.lgs. n. 231/01
• Rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria
• Aver aderito a Codici Etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria
 
Requisiti per tre stellette
• Aver adottato un Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.lgs. n. 231/01
• Utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge
• Adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility
• Essere iscritte in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa
 
La validità  del rating è di due anni, dopo deve essere rinnovato a richiesta dell’impresa interessata.

Vantaggi
Perchè conviene ottenere il Rating di legalità?
Il Rating di legalità permette alle aziende di ottenere numerosi vantaggi competitivi:
• più opportunità di business,
• maggiore trasparenza e visibilità sul mercato
• migliore immagine sul territorio di appartenenza (anche grazie all’apposita sezione sul sito dell’AGCM con i nomi delle imprese titolari del Rating).
Oltre ai vantaggi competitivi, esistono anche benefici di natura economica, visto che il Rating è riconosciuto a norma di legge:
1. dalle amministrazioni pubbliche, che tengono conto delle imprese “stellate” nell’emanazione di bandi o nella concessione di finanziamenti. come?
• concedendo preferenza in graduatoria;
• attribuendo un punteggio aggiuntivo;
• riservando una quota delle risorse finanziarie allocate.
2. dagli istituti di credito tengono conto del rating:
• riducendo la tempistica e gli oneri relativi per le richieste di finanziamento (fino al 50%);
• variando la determinazione delle condizioni economiche di erogazione, se ne riscontra rilevanza rispetto all’andamento del rapporto creditizio.
3. dal nuovo codice degli appalti, che inserisce il rating di legalità come criterio premiale nella valutazione dell’offerta di gara:
• all’art. 93: nei contratti di servizi e forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo è ridotto del 30% per gli operatori economici in possesso del rating di legalità.
• all’art. 95: le amministrazioni aggiudicatrici indicano nel bando di gara i criteri premiali che intendono applicare alla valutazione dell’offerta, in relazione al maggior rating di legalità dell’offerente.



17/02/2018
Modello Organizzativo 231

* Vuoi ottenere una maggiore tutela contro i comportamenti illeciti?
* Vuoi attenuare o eliminare il rischio di sanzioni pecuniarie?
* Vuoi ridurre il rischio amministrativo e la perdita di competitività sul mercato?
Supportiamo le aziende che desiderano adottare il Modello Organizzativo Ex D.Lgs 231/2001 (Modello Organizzativo), offrendo un servizio completo di consulenza.

 Il Modello Organizzativo Ex D.Lgs 231/2001 (di seguito anche Modello Organizzativo) è stato sviluppato dal legislatore allo scopo di
favorire l’impresa nell’anticipare i reati previsti dell’entrata in vigore del D.Lgs 8 giugno 2001, n. 231 recante disposizioni in materia di responsabilità amministrativa a carico delle società.

Sulla base del decreto, non solo i singoli individui ma anche le società possono rispondere in sede amministrativa di fatti illeciti materialmente compiuti da una persona fisica che risulti in qualche modo legata alla società stessa.

Per ovviare a questo rischio importante, le aziende possono cautelarsi adottando e facendo rispettare Modelli di organizzazione e gestione interna.

COME FUNZIONA IL MODELLO 231
L’adozione di un Modello Organizzativo 231 consente di difendersi da numerose tipologie di reato, rispetto alle quali conviene che una Società adotti efficaci procedure e processi di gestione del rischio:
o reati contro le pubbliche amministrazioni (es. truffa, concussione, corruzione,…); o reati contro la fede pubblica (es. falsità in moneta, in carte di pubblico credito, in valori di bollo,…); o reati societari (es. falso in bilancio, aggiotaggio,…); o abusi di mercato (es. abuso di informazioni privilegiate,…); o reati transnazionali (es. riciclaggio,…); o delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico; o delitti contro la personalità individuale; o delitti tentati.
La più recente evoluzione della normativa ha incluso, inoltre, altre tipologie di reati che si estendono al campo della salute e sicurezza e dell’ambiente.

Una Società che intenda dotarsi del Modello Organizzativo 231, mette in atto un sistema di gestione e minimizzazione del rischio che le consente di:
• ottenere una maggiore tutela verso comportamenti illeciti dei propri dipendenti;
• attenuare o eliminare il rischio di sanzioni pecuniarie, alcune delle quali di non indifferente portata;
• ridurre il rischio amministrativo e la perdita di competitività sul mercato.
Relativamente alle potenziali aree di rischio, con la nostra consulenza sarà possibile sviluppare una serie di iniziative di assistenza per:
1. l’adeguamento di:
• procedure e standards interni tesi a prevenire ragionevolmente la commissione dei reati previsti dalla norma;
• un sistema di deleghe di funzioni, volto all’identificazione dei centri di responsabilità ed alla descrizione dei compiti assegnati all’interno dell’Organizzazione.
2. la redazione delle linee guida del codice di condotta/etico.
3. l’attivazione dell’organismo interno, dedicato a vigilare sul funzionamento, aggiornamento ed osservanza del modello organizzativo e di gestione e dei suoi elementi costitutivi.
Tale attività sarà estesa a tutte le aree che, concordemente con l’Organizzazione, si considereranno potenzialmente esposte ai reati di cui al D.Lgs. n. 231/2001.



09/02/2018
Attraverso l’INAIL si ha la possibilità di accedere a investimenti con contributo a fondo perduto del 65% su attrezzature, macchinari e rimozione di amianto.
La scadenza per inoltrare la domanda di partecipazione e il 31 Maggio 2018.

Vediamo cosa è il Bando ISI INAIL

L’Avviso pubblico Isi 2017 ha l’obiettivo:
* di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento documentato delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori;
* di incentivare le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, ridurre il livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali, ciò al fine di soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell'azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o il miglioramento e la riconversione della produzione assicurando, al contempo, un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.
 
Fondi a disposizione
Con l’Avviso pubblico Isi 2017 Inail mette a disposizione Euro 249.406.358,00 suddivisi in 5 Assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e secondo le modalità di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.
I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento delle risorse finanziarie, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.
Il contributo viene erogato in conto capitale e varia in base all’Asse di finanziamento. Nell’Avviso pubblico Isi 2017 sono specificati i parametri e gli importi minimi e massimi finanziabili.
 
Soggetti destinatari
Destinatarie del finanziamento sono le imprese, anche individuali, ubicate in ciascun territorio regionale e iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Per i progetti finalizzati alla riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (Asse 2) posso partecipare anche gli Enti del terzo settore in possesso dei requisiti di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.
 
Accesso alla procedura online
Prima fase: accesso alla procedura da effettuarsi con i tempi e le modalità di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.
Seconda fase: invio della domanda online da effettuarsi con i tempi e le modalità di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.
Terza fase: conferma della domanda online tramite l’invio della documentazione a completamento da effettuarsi nei tempi e con le modalità di cui all’Avviso pubblico Isi 2017.



02/02/2018
I Fondi interprofessionali nascono in attuazione della Legge 388/2000, che consente alle imprese di destinare la quota dello 0,30% dei contributi obbligatori INPS alla formazione dei propri dipendenti.

Con tale contribuzione, il Fondo di destinazione provvederà a finanziare le attività formative per i lavoratori delle imprese aderenti.

Questi i vantaggi dell’adesione ad un Fondo Interprofessionale:
* Il Fondo finanzia le attività formative dei lavoratori delle imprese aderenti, senza ulteriori costi per le Aziende.
* Il datore potrà adempiere ai propri obblighi sulla formazione continua dei dipendenti senza gravare sul proprio budget.
* Il Consulente sarà coinvolto direttamente nella gestione delle attività.



26/01/2018
Il nuovo Codice Appalti i dati relativi agli ultimi anni fino 2017 da cui si può evincere l’importanza di essere certificati con la ISO 9001 per la qualità e la ISO 14001 per l’ambiente e delle Attestazioni SOA

Ulteriori informazioni al seguente Link:
https://www.accredia.it/2017/12/21/osservatorio-in-pillole-il-nuovo-codice-appalti-una-misura-strategica-per-la-crescita/



18/01/2018
Nuovo bando ISI INAIL più di 249 milioni di Euro per la prevenzione nelle Aziende. Si allarga la platea dei destinatari degli incentivi. La prima fase si concluderà alle ore 18:00 del 31 Maggio 2018.

Ulteriori informazioni al seguente Link:
https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-bando-isi-2017.html



12/01/2018
Che cosa è la UNI EN 15628 e a chi può necessitare.

La manutenzione, essendo parte di complessi processi produttivi, necessità di una qualificazione sia del sistema manutentivo quanto del personale che vi opera.
Ne consegue quindi che debbano essere predisposte procedure, metodi, modalità d’esecuzione, valutazione dei requisiti e documentazione del personale addetto alla manutenzione.

In merito, si fa riferimento alla norma la UNI EN 15628: "Qualifica del personale di manutenzione".
Certificare le queste competenze significa poter dimostrare una professionalità sempre più strategica per gli asset aziendali, e il raggiungimento da parte del candidato dei requisiti di competenza richiesti viene formalizzato mediante l’iscrizione in uno specifico registro relativo alla competenza accertata.

Il riconoscimento della professionalità è attuato tramite un processo rigoroso di valutazione delle competenze individuali. Questo giova al Professionista, alle aziende industriali ma anche alle aziende fornitrici di servizi di manutenzione, che hanno l’opportunità di accrescere il livello di professionalità delle proprie risorse umane e documentare alle aziende committenti le competenze e la qualità dei propri professionisti.



04/01/2018
Pubblicata la UNI CEI EN ISO 17034 (per i produttori di materiali di riferimento) e a chi può necessitare.

Di seguito il Link per saperne di più:
https://www.accredia.it/2017/11/10/pubblicata-la-uni-cei-en-iso-17034-per-produttori-di-materiali-di-riferimento/



info@labirintoambientale.it